La pianificazione finanziaria e la tutela del patrimonio

15. 11. 20
Creato: 20 Novembre 2015

Certamente avrai sentito parlare di pianificazione finanziaria, quando volevano venderti una polizza vita o un prodotto per l'integrazione della pensione. Parlare, però, di pianificazione del patrimonio significa occuparsi innanzitutto della persona, non del suo denaro. Ti spiego perché.

Quasi sempre le persone accumulano denaro senza porsi la domanda: perché lo faccio?

O meglio, magari se la pongono, e la risposta che ne ricavano è: “Perché non si sa mai, il futuro ci può riservare brutte sorprese e quindi meglio cautelarsi e mettere il fieno in cascina per i tempi di magra”. Oppure “Perché nella mia famiglia è sempre stato così, questo è quello che mi hanno insegnato, ecc. ecc.”. Tutto questo ha un senso se però individuiamo le mete che vogliamo raggiungere, perché altrimenti tanto varrebbe sottoscrivere una polizza assicurativa contro ogni rischio e vivere tranquilli!
Di solito questi obiettivi non sono così consci e spesso chi investe si dimentica di tutelare aspetti importanti della propria vita. Per arrivare a una consapevolezza piena dei propri obiettivi di vita è utile, e talvolta indispensabile, confrontarsi con un terzo che ci aiuti a riflettere, a mettere a fuoco; qualcuno che metta in evidenza le falle dei nostri piani.

Questa figura è il consulente patrimoniale 

o patrimonialista (un termine coniato ad hoc, non esiste nel vocabolario della lingua italiana), che affianca il cliente in tutto il percorso di identificazione degli obiettivi e di pianificazione dei propri investimenti. Prima occorre definire quali sono le priorità della propria vita, quali persone sono da tutelare, quali sono gli obiettivi concreti e quali i sogni. Soprattutto quale obiettivo, se non raggiunto, può mettere in seria difficoltà. Poi si definiscono le strategie migliori per riuscire a raggiungere le mete prefissate, evidenziando anche percorsi alternativi utilizzabili in caso di intoppi lungo la strada maestra delineata. Quindi si verifica periodicamente lo stato delle cose, sia dal punto di vista degli obiettivi (che possono mutare o possono accrescere, nel tempo) sia dal punto di vista dei mezzi utilizzabili allo scopo. E' una consulenza senza conflitto di interessi, perché non è remunerata dalla vendita di un prodotto, ma è il cliente che paga il servizio e che in ultima analisi decide. Pertanto il consulente può consigliare quello che ritiene più efficace in termini di costi/benefici.

 

La pianificazione finanziaria della gestione del proprio patrimonio pone il problema della tutela dei propri beni, 

vale a dire della protezione del patrimonio personale da eventi che potrebbero distruggerlo. Nessuno è esente da questi rischi.


Hai mai pensato a quale responsabilità ha l'amministratore di una società? O semplicemente a quali responsabilità ha un padre di famiglia? Facciamo qualche esempio. L'Art. 28 della Costituzione dice che: “I funzionari e i dipendenti dello Stato e degli enti pubblici sono direttamente responsabili, secondo le leggi penali, civili e amministrative, degli atti compiuti in violazione di diritti.”

L'Art. 2476 C.C. dice che “Gli amministratori sono solidalmente responsabili verso la società dei danni derivanti dall'inosservanza dei doveri ad essi imposti dalla legge e dall'atto costitutivo per l'amministrazione della società.” E poi: “L'introduzione, nelle S.r.l., della possibilità spettante a ciascun socio, indipendentemente dalla quota di capitale sociale sottoscritto, di promuovere azioni di responsabilità nei confronti degli Amministratori”.

Il Decreto Legislativo 81/2008 definisce ʻLe responsabilità del committente nella sicurezza del cantiereʼ, dove committente viene definito come il “soggetto per conto del quale l'intera opera viene realizzata, indipendentemente da eventuali frazionamenti della sua realizzazione”. Cioè un banale lavoro di tinteggiatura nella propria abitazione genera una responsabilità del committente.

Avere una responsabilità significa doverne rispondere con i propri beni, presenti e futuri. E se il patrimonio viene distrutto, è evidente che non si potrà raggiungere nessun obiettivo. Esistono alcuni strumenti, legalmente riconosciuti, a tutela del patrimonio o degli eredi (per citarne alcuni, fondo patrimoniale, trust, vincoli di destinazione), il cui utilizzo (singolo o combinato) è strettamente legato alle persone da tutelare e alle loro esigenze.

In un ambito di planning complessivo, è necessario quindi valutare se esistono dei rischi per il patrimonio e quanto sono probabili, quindi utilizzare gli strumenti più adatti alla protezione della famiglia. Non è mio compito costituire trust o fondi patrimoniali (lo fa il notaio), ma è fondamentale capire di cosa il cliente ha bisogno e in quale misura, per poter indicare le soluzioni più efficaci, sempre considerando il patrimonio nel suo insieme. Il notaio annota quello che il cliente dice di fare, nel rispetto della legge, ma non sa, perché non ne conosce tutti gli aspetti, se quello che egli decide è veramente adatto alla sua situazione. E' necessaria anche l'assistenza di chi, come un consulente patrimoniale, ha chiaro il quadro complessivo e gli obiettivi della vita della persona.

Insomma, il consulente patrimoniale vuole comprendere a fondo la persona che assiste, per poter essere un suo punto di riferimento, affidabile nel tempo, nell'esclusivo interesse dell'assistito.