La Pianificazione Patrimoniale per obiettivi di vita o life planning

16. 03. 29
Creato: 29 Marzo 2016

Certamente avrai sentito parlare di pianificazione finanziaria, quando volevano venderti una polizza vita o un prodotto per l’integrazione della pensione.
Parlare, però, di pianificazione del patrimonio significa occuparsi innanzitutto della persona, non del suo denaro. Ti spiego perché.

La meta che vogliamo raggiungere

Quasi sempre le persone accumulano denaro senza porsi la domanda: perchè lo faccio? O meglio, magari se la pongono, e la risposta che ne ricavano è: perchè non si sa mai, il futuro ci può riservare brutte sorprese e quindi meglio cautelarsi e mettere il fieno in cascina, per i tempi di magra.
Oppure perché nella mia famiglia è sempre stato così, questo è quello che mi hanno insegnato etc etc.
Tutto questo ha un senso se però individuiamo le mete che vogliamo raggiungere, perchè altrimenti tanto varrebbe sottoscrivere una polizza assicurativa contro ogni rischio e vivere tranquilli! Di solito questi obiettivi non sono così evidenti e spesso chi investe si dimentica di tutelare degli aspetti importanti della propria vita.

Priorità, obiettivi, sogni e strategie

Da soli è praticamente impossibile riuscirci, c’è bisogno di una prospettiva esterna, di qualcuno che metta in evidenza le falle. Da questa esigenza nasce il mio lavoro di consulente patrimoniale o patrimonialista (un termine coniato ad hoc, non esiste nel vocabolario della lingua italiana), che affianca il cliente in tutto il percorso, prima e dopo.

Prima lo aiuta a definire quali sono le priorità della sua vita, quali persone andrebbero tutelate e difese, quali sono gli obiettivi concreti e quali i sogni. Soprattutto quale obiettivo, se non raggiunto, può mettere in seria difficoltà.
Poi definisce le strategie migliori per riuscire a raggiungere le mete prefissate, evidenziando anche percorsi alternativi utilizzabili in caso di intoppi lungo la strada maestra delineata. Quindi verifica periodicamente lo stato delle cose, sia dal punto di vista degli obiettivi (che possono mutare o possono aggiungersene altri, nel tempo) sia dal punto di vista dei mezzi utilizzabili allo scopo.

Consulenza patrimoniale

Tutto ciò in totale assenza di conflitto di interessi, perchè è il cliente che mi paga e che in ultima analisi decide. Non essendo remunerato dalla vendita di un prodotto, posso consigliare quello che ritengo più efficiente in termini di costi/benefici.
Ma c’è di più: il mio onorario è anche svincolato dall’entità di capitale, per una semplice ragione.
Come potrei consigliare, in tutta libertà, di investire in prodotti non finanziari, se basassi la mia parcella solo sulla consulenza a questi ultimi? Faccio un esempio: supponiamo che ad un mio cliente, per tutto ciò che è emerso dai colloqui ed in ragione delle sue necessità, sia opportuno consigliare l’acquisto di un immobile. La somma necessaria viene prelevata dal suo patrimonio, che quindi decresce diciamo del 30%. Se il valore della mia parcella si basasse esclusivamente (in percentuale) sul valore del patrimonio investito in titolo, azioni, fondi, è evidente che sarei tentato dal dissuadere il mio cliente dall’acquisto, anzi sarei portato a cercare di non fargli mai liquidare nulla del patrimonio in questione, per mantenere la mia parcella a livelli costanti e non perderci il 30%.
Ma sarebbe un beneficio per il mio cliente?

Abbiamo detto che quella sarebbe la strategia corretta da percorre, quindi non farlo sarebbe dannoso.
Sarebbe abbastanza simile a quello che accade alle reti quando un cliente vuole liquidare un prodotto.

Vendita = perdita di commissioni = allarme rosso

Dato che voglio essere un punto di riferimento per il mio cliente e voglio consigliarlo nel suo esclusivo interesse, devo prescindere dai valori in gioco. Non è affatto detto che un patrimonio superiore comporti parcelle superiori, se le strategie sono minori in numero o in complessità, rispetto ad un patrimonio di valore complessivo inferiore. E per patrimonio intendo non solo quello finanziario, ma quello complessivo. quindi titoli, obbligazioni, fondi, etc ma anche immobili, assicurazioni, beni rifugio, pensione integrativa...
Insomma, voglio comprendere a fondo il mio cliente, per poter essere un suo punto di riferimento, affidabile nel tempo ed indipendente dalle logiche di vendita, nell’esclusivo suo interesse.