La diversificazione, un sano principio anche quando si tratta di investimenti alternativi

16. 06. 18
Creato: 18 Giugno 2016

Dopo l’oro fisico, approfondimento sulla diversificazione: come e perché suddividere il capitale su più tipi di investimento.

Parlando di oro da investimento, ho descritto uno scenario di epoca del baratto: vi sembra eccessivamente catastrofico?

Può darsi, ma meglio tutelarsi finché si è in tempo. L’oro fisico era l’argomento del primo contributo, perché ha una caratteristica che nessun altro investimento alternativo possiede: la possibilità di acquistarne e venderne quote anche molto piccole, anche un grammo (oggi pari a 40 euro), cosa che lo rende adatto a tutte le dimensioni di patrimonio.

Una regola aurea degli investimenti è la diversificazione, cioè la suddivisione del capitale su più tipi di investimento.

Questa si scontra con la dimensione complessiva del patrimonio; infatti se diversificare significa non investire, ad esempio, più del 5% su ogni bene o prodotto, se il patrimonio complessivo (compresi immobili, ma esclusa l’abitazione principale, polizze assicurative, terreni, oggetti d’arte, partecipazioni societarie, brevetti...) è di 1 milione di euro, il 5% corrisponde a 50.000 euro. Quindi 50.000 euro, al massimo, investiti in ogni bene o prodotto. Se trovate un immobile che sia in vendita a questa cifra, fatemelo sapere! Forse un box auto o un rudere in campagna, ma non di certo un appartamento! Questa è una semplificazione, ma serve a rendere l’idea. Diversificare correttamente, in base alle risorse disponibili, è più difficile di quanto si pensi o di quanto vogliano farvi credere i venditori di prodotti o beni. L’esempio riportato non deve farvi pensare che la diversificazione ideale sia quella proposta: il 5% di ogni cosa. Sarebbe assurdo generalizzare così.

Bisogna prima capire quali sono i progetti di vita che portano ognuno di noi ad accantonare del denaro e stabilire come e quando raggiungerli. Non è così scontato che questi progetti di vita siano chiari alle persone, la maggior parte delle volte vanno scovati nei meandri della psiche, con l’aiuto di un bravo life planner.

La diversificazione quindi è un modo per prevedere dei percorsi alternativi al raggiungimento delle mete prefissate.

Ma se si diversifica eccessivamente, il rischio è di non riuscire mai ad arrivare in meta, per usare un’espressione tipica di uno sport a me molto caro, il rugby. Perché? Se ogni diversificazione conduce a risultati opposti, i benefici di un risultato positivo saranno annullati da uno negativo. Ci vengono in aiuto, come spesso accade, i nostri antenati latini che dicevano “cum grano salis”, cioè diversificare con misura e buon senso. Magari facendovi aiutare da chi non deve vendervi nulla, se non i suoi consigli.

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