I patti di famiglia, questi sconosciuti

18. 02. 13

Ecco cosa succede quando non si pianifica una successione

 

Se sei un imprenditore, questo è l'articolo che fa per te. l’imprenditore è per me chi ha un’attività, di qualunque genere.

dall’artigiano che lavora da solo in bottega a quello con il capannone e 30 operai, dal professionista solitario al grande studio associato, dall’industriale al benzinaio, dal rappresentante all’agricoltore...

l’argomento TI riguarda.

Oggi parliamo di trasmissione di quote societarie.

C’è una legge che consente di lasciare le quote di una società a chi vuoi, rispettando alcune regole. si chiamano patti di famiglia e possono evitare che la tua azienda finisca nelle mani della persona meno indicata a proseguirne l’attività.

Sono Marco Degiorgis e sono l’ideatore del primo sistema per la protezione del patrimonio in Italia.

Cosa significa protezione del patrimonio? 

Devi proteggerti da leggi superate, che potrebbero non soddisfare le tue esigenze e volontà su cosa lasciare e a chi, ad esempio.

I patti di famiglia ti consentono di trasmettere le quote dell’azienda alla persona che ritieni in grado di dare continuità alla tua azienda, che con fatica hai creato e fatto crescere.

Non puoi escludere gli eredi legittimari dall’eredità, ma puoi fare in modo che l’azienda non venga spartita con chi potrebbe fare solo danni.

Hai anche tu un nipote che pensa solo alla moto e alle ragazze? ecco, forse quello non è il tuo naturale successore, anche se magari per legge lo è.

un esempio? un imprenditore con tre figli, due lavorano già in azienda, il terzo studia all’accademia di Brera, fa il pittore, e non ha mai messo piede in azienda. ma in caso di eredità, avrebbe tutti i diritti di entrare in azienda e dirigerne le sorti.

oppure gli altri due fratelli dovrebbero avere la liquidità sufficiente per liquidare la sua quota.

ma l’azienda vale 6 milioni di euro e il patrimonio di famiglia ne vale 4

come fanno i due fratelli a liberarsi dal terzo incomodo?

immagina poi se questo terzo figlio fosse minorenne...significherebbe avere un giudice tutelare in azienda, che bloccherebbe tutte le decisioni da prendere perché dovrebbero essere prese in funzione della tutela dei diritti e del patrimonio del minore....un disastro insomma!!!

in questi casi, i soci dell’azienda possono solo fare tre cose:

dare ciò che spetta all’erede ed evitare di farlo entrare in azienda. ma hanno tempo solo 6 mesi dalla successione e devono avere i soldi sufficienti per pagare la quota

vendere l’azienda e con il ricavato, pagare l’erede. operazione non semplice e tutt’altro che rapida

far entrare l’erede in azienda, con tutto quello che ne comporta.

le aziende italiane soffrono di un tasso di mortalità altissimo, nel senso che non riescono a superare la terza generazione più di 3 imprese su 100.

l’altro problema è legato al mancato passaggio di consegne tra generazioni, quel SAPERE che è indispensabile tramandare per poter dare continuità e forza all’impresa. 

spesso i fondatori dell’azienda si comportano come se volessero custodire un segreto e portarselo nell’aldilà, fanno fatica a rendere partecipi figli e nipoti delle proprie “ricette”.

morale della favola, per un verso o per un altro, le aziende chiudono e fanno fatica...

il lato bello della faccenda è che esistono degli strumenti per evitare tutto questo, basta pensarci e mettersi nell’ordine di idee che nessuno è immortale e che pianificare la successione non vuol dire rinunciare a vivere la vita.

spesso c’è proprio questa convinzione no? fai testamento e poi chissà cosa ti capita?....lasci le quote dell’azienda ai figli ma poi a te cosa rimane? 

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