Un diamante è davvero per sempre?

18. 04. 20

Ecco perché Le Iene e Luigi Pelazza sono venuti a Valenza per i diamanti da investimento.

 In città si è sparsa la voce che una “iena” si stava aggirando per le vie di Valenza.

Chissà cosa vorranno fare? Chi sarà il loro bersaglio?

Intanto si è scoperto chi era la iena in questione: Luigi Pelazza!

 E’ stato avvistato prima presso un gemmologo, poi presso un negozio di gioielli.

Congetture se ne sono fatte tante, cosa avranno combinato quelli per far muovere Le Iene?

 Alla fine, si è scoperto che erano venuti per una consulenza sul mondo dei diamanti da investimento. Niente di nuovo allora, perché lo stesso argomento era stato trattato dalla trasmissione Report di Rai3 ad ottobre 2017.

 Ma vale la pena lo stesso parlarne, perché nessuno è mai morto per la troppa informazione e per aver ascoltato più volte lo stesso discorso, anzi semmai “repetita iuvant”!

 Inizio dalla vicenda di Iene/Report. Alcune banche italiane, hanno proposto ai propri clienti di acquistare diamanti da investimento, in banca si trovava tanto di modulo per la richiesta, brochure informative, insomma era tutto predisposto.

 Ma i diamanti erano venduti direttamente dalla banca? Assolutamente no!

La banca li piazzava per conto di una società esterna.

 Adesso scusa ma mi parte l’embolo....

Ma possibile che in un settore ultra regolamentato come quello bancario si possano vendere prodotti non bancari? E il profilo di rischio del cliente? E la Mifid? E l’adeguatezza? Mah....si vede che le regole valgono solo per qualcuno ma non per tutti...

 In pratica, i funzionari della banca facevano i venditori per questa società, che con la banca nulla ha a che fare, e la banca si prendeva una percentuale per la vendita dei diamanti.

 Già questa è una schifezza, ma c’è dell’altro.

Nelle dichiarazioni del venditore c’era un impegno a riacquistare i diamanti al prezzo pagato, come minimo!

In questo modo la gente si fidava a comprare, intanto  “li posso sempre rivendere e non ci rimetto nulla”.

 Peccato che c’era un dettaglio, poco chiaro, a quanto pare. La società si impegnava a trovare un acquirente, non a comprarli direttamente.

Una specie di conto vendita, insomma: portali qua e ti troviamo chi te li compra. he non è esattamente lo stesso di “viene da noi e te li paghiamo sull’unghia”

 Secondo problema: il prezzo pagato per l’acquisto pare fosse molto più alto di quello reale di mercato, di circa tre volte. Un diamante comprato a 9000 euro, sul mercato ne valeva 3000€.

 Adesso mi dovrebbero spiegare come avrebbero fatto a trovare un acquirente disposto a pagare tre volte il prezzo corrente di mercato del diamante. Aspetta e spera!

 Un diamante è per sempre! Verissimo, perché se lo paghi tre volte il suo prezzo, non te ne libererai mai, se non rimettendoci anche le mutande!

 Questa la vicenda, che non so come finirà ma che ha coinvolto diversi istituti di credito, due società per la commercializzazione dei diamanti e centinaia di “investitori”.

 L’investimento in diamanti presenta delle caratteristiche molto particolari, quindi per farlo bisogna rivolgersi a persone esperte, oneste, che lavorano da anni nel settore. E magari sarebbe meglio farsi un pò di cultura sull’argomento.

 I diamanti sono pietre preziose composte da carbonio e si estraggono in diverse parti del mondo. Poche sono le società che possiedono le miniere di diamanti, se ne contano 4 a livello mondiale che controllano il 90% del mercato.

 Il mercato dei diamanti è quindi nelle mani di poche società, che possono decidere di immettere sul mercato quantità più o meno grandi di pietre preziose, modificando il prezzo.

Per molti anni il prezzo dei diamanti è salito con una certa costanza, ma nessuno può dire cosa succederà nel futuro.

 Ci sono quindi delle variazioni di prezzo, sono possibili bolle speculative, è un bene soggetto alle mode, insomma i rischi tipici dei beni reali da investimento.

 Non ci sono solo cose negative, però. 

  • Esiste una quotazione ufficiale, il “Rapaport”.
  • C’è una classificazione dei diamanti e ci sono degli istituti che ne certificano la qualità.
  • Esiste un mercato di scambio dei diamanti.
  • La rarità ne fa aumentare la preziosità e il prezzo.
  • In pochi centimetri quadrati si possono trasportare o conservare milioni di euro di valore.
  • Il diamante non è soggetto a manutenzioni, non è fragile, non è delicato.

 Il prezzo di un diamante cresce al crescere della sua rarità. La classificazione dei diamanti prevede alcuni parametri di valutazione:

  • dimensione e peso, espresso in carati
  • purezza, inteso come assenza di particelle nerastre all’interno
  • taglio, perché ogni diamante nasce grezzo e viene poi tagliato per farne aumentare la luminosità e la brillantezza
  • colore, più è bianco e più vale 

La somma di questi 4 valori determina il prezzo di un diamante.

Ognuno dei valori sintetizza il concetto di rarità.

Un diamante di grandi dimensioni, puro, bianchissimo e con un ottimo taglio è estremamente raro e quindi costa moltissimo.

 Ma ci sono anche diamanti più commerciali e per tutte le tasche, tranquilli!

 Ma perché ti sto parlando di queste cose? Che competenza ho in questo settore?

Forse non lo sai, o magari si perché mi conosci, ma ho lavorato nel mondo della gioielleria per 12 anni e provengo da una famiglia di gioiellieri, quindi è un argomento che conosco bene, tanto quanto l’oro da investimento, di cui sento parlare sempre più e molte volte a sproposito.

 Una delle cose a cui prestare attenzione è il fattore delle mode. Cosa c’entra, qualcuno si chiederà, la moda con i diamanti? Se vuoi posso usare la parola tendenza, se serve a chiarire meglio il concetto.

 In alcuni momenti sono andati di moda tagli particolari, colori particolari (i diamanti neri ad esempio), anche alcune dimensioni sono più richieste di altre in determinati periodi.

Quindi nessuno ti assicura che il tuo diamante sia per sempre un buon investimento?

 Nessuno lo può fare, vero. Però se compri un prodotto “standard” o “nella media” è abbastanza probabile che rimanga appetibile per decenni. Se ti fai convincere a comprare un diamante giallo di 0,25 carati con un taglio cabochon....ti stai cacciando nei guaui da solo!

 Non hai capito cosa ho detto? Ho usato alcuni termini tecnici per farti capire che, se vogliono, ti intortano quando e come gli pare. Occhio!

 Una cosa abbastanza importante è il prezzo pagato per acquistare il diamante. Più sei lontano dal minatore che lo ha estratto, più lo pagherai!

Ogni intermediario che si mette tra te e il diamante vorrà essere pagato.

Se la catena della distribuzione ha 10 passaggi di mano successivi, costerà di più di una catena di distribuzione che ne ha 5.

 Ma non è detto che sia sempre così, perché dipende anche dal ricarico che ogni intermediario vorrà applicare sul prezzo.

 Ti faccio un esempio, tanto per capirci.

 Diciamo che il prezzo del diamante in miniera è di 100 € al carato.

E che ad ogni passaggio di mano viene ricaricato un 10%.

Se i passaggi sono 10, quanto pagherai alla fine il diamante?

 E invece se il ricarico è del 20% ma i passaggi sono 5?

 

Nel primo caso: 

prezzo finale=100x(1+0,1)^10=259

 

Nel secondo caso:

prezzo finale=100x(1+0,2)^5=248

 

Facciamo un terzo caso: ricarico 10%, 5 passaggi.

Quale sarà il prezzo finale?

prezzo finale=100x(1+0,1)^5=161

 

Come vedi, le differenze sono enormi.

Quindi, pochi passaggi e ricarichi contenuti, assicurano un prezzo finale più vicino al prezzo di origine.

 Tutto questo significa che, nel momento in cui vorrai vendere il diamante, il prezzo di riacquisto potrebbe essere per te conveniente.

Si chiama spread la differenza di prezzo tra acquisto e vendita, ad esempio, oppure tra prezzo di origine e prezzo all’ingrosso. Più questo spread e ridotto, e meglio è per te che acquisti. Elementare, ma non banale.

 Altra cosa a cui fate attenzione: la certificazione del diamante.

Oggi per fortuna è possibile certificare il diamante in modo certo (scusa il bisticcio di parole!) attraverso una incisione al laser fatta direttamente sulla pietra.

 Un tempo le pietre venivano sigillate in una bustina trasparente, ma se aprivi la bustina, perché magari volevi far esaminare la pietra o la volevi montare su un gioiello, il tuo certificato non valeva più. Oggi rimane certificata, sempre.

 Nel certificato c’è scritto tutto: colore, dimensione, peso, taglio, grado di purezza, provenienza. Ottimo!

 Ci sono delle differenze di valutazione tra enti certificatori e nel tempo, a volte, queste graduatorie variano. Oggi, ad esempio, si attribuiscono valori meno elevati di un tempo, diciamo che sono diventati più severi. Una buona idea può essere quella di far esaminare e certificare la pietra, nel tempo.

 Diciamo che ogni 10 anni potrebbe essere il caso di “rinfrescare” il certificato, per mantenere la sua validità nel tempo e non trovarsi con brutte sorprese in futuro, per una svalutazione magari di alcune caratteristiche, legate sempre ad un fattore che ho chiamato “moda”.

 Ma potrebbe anche succedere il contrario, cioè che la tua pietra si è rivalutata, perché magari ha un colore che oggi è molto più richiesto di un tempo. Se tu non lo sai, se il certificato non è aggiornato, se non sei informato, lasci tutto il potere di contrattazione al tuo acquirente, che se è un tantino “del mestiere” ti può raccontare quello che vuole e pagartela meno di quello che vale.

 E’ scontato, ma voglio dirtelo lo stesso, che è molto importante dove acquisti il diamante. Lo specialista in pietre preziose, presente sul mercato da anni, è senz’altro da preferire ad uno scappato da casa conosciuto sul web.

 Le garanzie che ti può offrire sul riacquisto, il giro di clienti su cui può contare e che potrebbero essere interessati a ricomprarti la pietra, il ricarico che ti applica, sono tutte cose fondamentali per la scelta.

 Non farti abbindolare da cose che sai già che non possono essere vere. Del tipo:

  • “il prezzo dei diamanti sale sempre”
  • “le assicuro che lo ricomprerò ad un prezzo superiore a quanto lo ha pagato”
  • “lo vendiamo in un attimo”
  • “è un assegno circolare”
  • “questo colore così particolare avrà una richiesta pazzesca tra dieci anni”

 Capito? Non farti fregare, intanto dentro di te lo sai che ti stanno raccontando delle balle!

Il problema è che a volte vuoi crederci a tutti i costi e ti lasci tentare.

 Perché le cose che ti ho elencato non possono essere vere?

Il diamante è un bene reale ed è utilizzato nella gioielleria, per essere incastonato su anelli, bracciali, collane, orecchini, nei denti incisivi perfino!

E’ anche un bene da investimento e viene inoltre usato nell’industria per produrre alcuni oggetti, come punte per tagliare materiali molto duri.

 Quindi il suo prezzo è sottoposto a leggi di mercato, domanda e offerta ne regolano l’andamento. Nessuno può sapere se il prezzo aumenterà nel futuro, o se sarà vendibile proprio quel tipo di diamante che hai comprato tu.

 Come per tutti gli investimenti, ci sono 6 regole da seguire:

  • informati
  • non essere avido
  • diversifica
  • resta informato
  • fai correre i profitti
  • taglia le perdite

 

Informati: studia, preparati, leggi opinioni diverse, fatti una tua opinione.

 

Non essere avido: i buoni affari si possono fare, ma se sono troppo buoni il rischio è che non siano dei buoni affari davvero.

 

Diversifica: non concentrare tutto l’investimento su un solo tipo di prodotto, all’interno di ogni tipologia di prodotto scegli qualche alternativa.

 

Resta informato: non smettere di informati sugli andamenti dei prezzi, sull’evoluzione, sulle novità e le alternative.

 

Fai correre i profitti: a volte hai timore di guadagnare troppo e vendi prima del tempo, mangiandoti poi le mani.

 

Taglia le perdite: altre volte, non  vuoi ammettere di aver puntato sul cavallo sbagliato e continui a spostare più in basso il limite che ti sei posto per vendere, finché il prezzo non è così basso che non puoi fare altro che aspettare...e c’è gente che aspetta da 30 anni che il prezzo risalga!

 

Quindi un diamante è un buon investimento?

Si, se rispetti le 6 regole. Altrimenti può essere il peggior affare della tua vita.

Ma questo vale per ogni investimento, in beni reali o in beni finanziari.

 Proteggere il patrimonio significa anche proteggere il potere d’acquisto del tuo denaro e quindi è importante fare gli investimenti giusti, affidarti alle persone competenti e oneste ed evitare le fregature.

 Una delle cose a cui tengo maggiormente è l’onestà. Ognuno deve trarre un profitto dalla propria attività ma questo non deve andare a discapito degli altri. Se ti propongo di investire in diamanti, è perché ho analizzato la tua situazione e so che quell’investimento sarà un bene per te e la tua famiglia. Potrà comportare dei rischi, che devono essere da te sopportabili. Se non è così, non te lo consiglio, anche se magari non ci guadagno nulla. Ogni situazione è unica, non esistono investimenti buoni per tutti.

Marco Degiorgis

Protezione Integrata del Patrimonio

 

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