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Perché la morte di Marchionne ci ha colpito.

 

Perché la morte di Marchionne ha lasciato tutti sgomenti, anche i suoi detrattori?

Certo, la notizia è arrivata quasi all’improvviso e sono passati pochi giorni dal suo ricovero al peggioramento delle condizioni alla morte. Un lampo.

Penso che sia proprio la velocità con cui è successo, o almeno la percezione che ne abbiamo avuto tutti noi che non eravamo al corrente, che lascia senza parole. Perché ti fa riflettere su quanto sia sottile il filo che ti tiene appeso alla vita.

La consapevolezza che la vita ha una data di scadenza ma che noi non la conosciamo, questo ci rattrista e ci preoccupa. Invece dovremmo essere felici per non sapere la data di scadenza! Immagina quante preoccupazioni quando vedi che il giorno si avvicina….sarebbe terribile o porterebbe a fare cose folli e pericolose per gli altri.

Mi viene in mente un film di fantascienza recente, il titolo dovrebbe essere “In Time”, in cui la moneta di scambio sono minuti di vita e i protagonisti hanno un display integrato sotto pelle su cui vedono il tempo che resta loro da vivere o che si ricarica ogni volta che ricevono un pagamento. Infatti i protagonisti sono disposti a fare qualunque cosa per rimediare ore di vita aggiuntive.

La domanda che ti dovresti fare è: “sto usando bene la mia vita?”

Proprio Marchionne, un paio di anni fa, disse agli studenti dell’Università di Roma: «Siate come i giardinieri: investite le vostre energie in modo che qualsiasi cosa facciate duri una vita intera e anche di più»

Se sei un imprenditore o un libero professionista, sai quanto è dura la fuori e sai quanto deve essere bravo uno come Marchionne per esser riuscito a risollevare un’azienda in crisi come la FIAT.

Sai anche che nessuno ti regala nulla, e che il successo di Marchionne è stato grazie al suo impegno, costanza, dedizione. Non c’entrano nulla la fortuna e le conoscenze giuste, perché queste sono come optional che ti vengono forniti dal momento in cui inizi ad avere successo. Certo ti aiutano, ma è un circolo virtuoso, in cui più sei bravo, più ti impegni e credi in quello che fai, e più le cose sembrano andare nel verso giusto.

Allora perché è toccato a Marchionne ricordarci la caducità e la vanità della vita? Aveva potere, fama, denaro, ammirazione, invidia e ha dovuto rinunciare a tutto, con una sottrazione che ha del clamoroso.

La sua morte ci ha colpito per averci ricordato l’umiltà in un’epoca di arroganti.

Non so se ha pensato a sistemare la sua situazione patrimoniale per i suoi cari e a cosa sarebbe successo il giorno che fosse mancato, mi immagino di si, ma considerato il riserbo della sua famiglia, penso sarà difficile saperlo.

Secondo me un uomo attento come Marchionne ha pianificato correttamente la sua successione. Ma troppe volte, quando chiedo alle persone se hanno pensato a sistemare le cose, sento risposte del tipo: “quando sarà ora ci penserò!”

Ma chi può sapere quando sarà ora di pensarci? La verità è che il momento giusto per iniziare a farlo è proprio adesso, non domani o quando sarà ora, perché nessuno ti avvisa della data di scadenza!

Se hai dei dipendenti, hai anche una responsabilità verso di loro, nei confronti della continuità dell’azienda e della collettività. Troppe volte accade che aziende in attivo e ben posizionate, si autodistruggano per una mancata pianificazione successoria.

Ti sei mai chiesto perché le aziende italiane hanno un tasso di mortalità altissimo? Meno di 10 aziende su 100 arriva alla seconda generazione, mentre alla terza ne arrivano solo 3! Perché non si pensa a trasferire nel migliore dei modi sia le competenze, il know how come direbbero quelli che sanno l’inglese, le responsabilità e le quote.

Le competenze non si acquisiscono con il DNA, non sono materiale geneticamente trasmissibile. Ci sono molte cose che devono essere spiegate, studiate e applicate, l’esperienza del fondatore dell’azienda di solito è determinante per applicare con successo  la teoria.

Non sono neppure trasmissibili geneticamente le responsabilità, anche in questo caso bisogna lavorare e allevare dei neo manager che siano in grado di prendere le decisioni e le responsabilità dell’azienda, non puoi improvvisare.

Non bisogna dimenticare che tutti gli eredi hanno diritto a ricevere una parte dell’azienda, ma nessuno ti obbliga a mettere a capo una persona che non ha nessun voglia, attitudine o competenza per stare in quella posizione.

Tutte questa cose, quando pensi di iniziare a farle? Ci penserai quando sarà il momento?

Bene, se ti ha colpito la morte di Marchionne, il momento giusto per pensarci è ORA!!!

Marco Degiorgis

Sistema Protezione Patrimonio