Blog

Perché Acqua Azzurra è finita in tribunale?

 

Mogol- Battisti, una lite che dura da vent’anni.

Vent’anni fa, il 9 settembre 1998, moriva Lucio Battisti. Un uomo da 25 milioni di dischi venduti, che aveva scelto di scomparire dalle scene già vent’anni prima, ritirandosi nel suo eremo in Brianza.

Eppure, dopo 40 anni, si continua a parlare di lui. E del suo socio Mogol (Giulio Rapetti all’anagrafe), che ha scritto per Battisti i testi di 12 album, dal 1969 al 1980. Questo patrimonio sonoro fu affidato alla società Edizioni Musicali Acqua Azzurra srl.

Nella società si è scatenata la guerra tra i soci: la moglie e il figlio di Battisti, che hanno il 56% del capitale. Mogol, con il 9%, e la Universal Ricordi, con il 35%. Tra cause di risarcimento, atti giudiziari e liti, la società Acqua Azzurra è finita in liquidazione, anche se non aveva problemi economici, infatti le sole entrate dai diritti d’autore sono di circa 800 mila euro all’anno.

Ma il problema è sorto quando si è trattato di rinnovare la durata della società, occorreva la maggioranza qualificata dei soci e non erano più sufficienti il 56% degli eredi Battisti. La Ricordi non ha votato il rinnovo, con lo scopo di togliere il potere dalle mani della famiglia Battisti e acquisire forse in futuro la totalità della Acqua Azzurra.

Quindi la società è stata messa in liquidazione, ma la guerra è continuata, perché mancavano gli accordi per indicare ai liquidatori come gestire questa delicato fase, non è stato approvato il bilancio 2017, è stata bloccata un’asta del catalogo. Alla fine i due liquidatori si sono dimessi e la società è stata commissariata, cioè il tribunale ha nominato un commissario che provvederà.

La situazione è ancora più complicata, perché

  1. Mogol ha vinto in primo grado una causa civile contro Acqua Azzurra per ostruzionismo alla promozione e valorizzazione del catalogo, e attende un risarcimento di 2,6 milioni
  2. Ma gli eredi Battisti sono ricorsi in appello su questa faccenda
  3. il figlio di Battisti, Luca, in una causa chiede un risarcimento milionario per la risoluzione dei contratti di edizione, in base ai quali la società ha diritto di sfruttare il repertorio storico
  4. Mogol ha chiesto la stessa cosa, per le sue spettanze
  5. la Sony ha chiesto i danni perché accusa Acqua Azzurra di aver leso i suoi di diritti di utilizzo delle registrazioni originarie
  6. Al commissario è stata data la possibilità di sfruttare anche on line le opere, cosa che fino ad oggi era sempre stata negata dalla gestione Battisti

Il problema per il liquidatore è che non è possibile vendere qualcosa che è ancora sotto giudizio, e che non si sa per quanto tempo lo rimarrà. In pratica, finché sono in corso le cause civili avviate dalle parti, la società dovrà reggersi economicamente solo sui diritti d’autore, non sono possibili altre azioni commerciali o decisioni strategiche.

Dal punto di vista economico, e anche da quello personale dei diversi protagonisti della vicenda, è un disastro!!!

E’ chiaro, in questa vicenda si parla di grandi cifre di denaro, ma non è tanto diversa nella sostanza da vicende molto più comuni, che possono accadere a chiunque.

In fondo si parla di:

  • una società con 3 soci originari
  • uno dei soci è mancato lasciando eredi moglie e figlio.
  • un patrimonio economico che si vuole conservare e possibilmente accrescere
  • un patrimonio culturale, morale, un know how che si vuole preservare
  • tre soci che non trovano gli accordi per gestire il patrimonio e la società
  • patti sociali che mettono i soci nella condizione di litigare
  • litigi tra soci

Ad esempio, la durata della società, poteva essere prevista con una scadenza più lunga dei 40 anni invece stabiliti nell’atto costitutivo dell’azienda.

Ed è andata anche bene alla società perché al momento della morte di Battisti, il figlio era già maggiorenne, altrimenti sarebbe dovuto intervenire il giudice tutelare per controllare che fosse preservato l’interesse del minore, e sarebbe stato un bel problema!

Te lo immagini un giudice che deve tutelare un minore e che deve pendere decisioni in azienda? Per svolgere il suo compito, deve per forza esaminare tutte le questioni in cui il minore è coinvolto e poi decidere.

Come minimo, questo intervento del giudice, rallenta enormemente i tempi, già questo per un’azienda è un problema molto grosso, perché spesso ci sono delle opportunità da cogliere in fretta, non hai tempo di aspettare.

Magari può essere un contratto per una fornitura, una partita di merce da acquistare a condizioni vantaggiose, un finanziamento collegato ad un bando pubblico a scadenza o ad esaurimento fondi, una opportunità di assumere personale competente…

La vita di un’azienda, di qualunque genere sia, è turbolenta, richiede prontezza e nervi saldi. Ti immagini in quale situazione si possa trovare un giudice tutelare che debba garantire innanzitutto il minore? Nel dubbio, non deciderà di fare nulla e si opporrà alle innovazioni di qualunque genere, se non è più che evidente un vantaggio per il suo assistito.

Un altro problema è la continuità aziendale; i fondatori dell’azienda vorrebbero che fossero seguite delle linee guida per la conduzione futura o lascerebbero carta bianca ai loro successori? Di sicuro vorrebbero che fossero rispettati i principi, lo stile dell’azienda. Ma se non decidi nulla, lasci decidere alla legge…

Cosa puoi fare per evitare problemi come quello di Acqua Azzurra srl? Quali sono gli argomenti a cui prestare maggiore attenzione?

  • Redazione atto societario
  • Modalità di trasmissione delle quote, sia per volontà dei soci sia mortis causa, cioè se uno dei soci muore
  • Regole di gestione della società
  • Tipo e qualità dei soci
  • Percentuali e maggioranza
  • Maggioranza necessaria per le diverse decisioni societarie

Nella redazione dell’atto societario bisogna prendere in considerazione molto aspetti di natura diversa. Di tipo legale, fiscale, amministrativo, successorio, di pianificazione, di trasmissione patrimoniale…Non è quindi sufficiente una singola competenza per poter arrivare ad un risultato ottimale.

Di solito, ti affidi al commercialista per questo atto, al massimo chiedi anche un parere all’avvocato. Il fatto è che le diverse competenze devono essere integrate tra loro, e che prima di tutto bisogna comprendere quello che ti serve davvero, a te e ai tuoi soci.

Se il parere dell’avvocato non si incastra alla perfezione con quello che il commercialista ha preparato, per te iniziano i problemi. La visione d’insieme è fondamentale in questi casi, altrimenti rischi solo un gran confusione e addirittura che alcune indicazioni siano in contrasto.

L’atto istitutivo di una società è un passaggio fondamentale, troppo spesso si fa come copia incolla di altri atti, troppo spesso ci si affida a norme di legge vecchie di 80-100 anni quando invece potresti decidere diversamente e in maniera più consona alle tue vere esigenze.

Ti faccio un esempio: lo sai che puoi decidere come trasferire le quote societarie in caso di morte di uno dei soci? Questo non vuol dire che puoi escludere un erede legittimario dai suoi diritti economici, ma puoi decidere come questi entrerà in possesso di quanto gli spetta. Magari stabilendo che non potrà diventare socio ma riceverà invece una somma di denaro.

Se non decidi nulla invece, saranno gli eredi o il giudice tutelare a decidere e tu potrai solo acconsentire. Ti piacerebbe avere come socio una persona che non ti piace per niente? Magari è il figlio, oppure la moglie, o un lontano cugino che nessuno ha mai visto.

Lasceresti la continuità aziendale in mano al caso?

Quindi una delle cose più comuni, come un atto societario, può essere realizzato molto meglio di come di solito si fa. Certo, comporta un sacrificio sia di tempo da parte tua e dei tuoi soci, perché devi sforzarti di pensare a tutte le eventualità, sia economico, perché devi affidarti ad una squadra di professionisti che sia in grado di valutare la questione da tutti i punti di vista.

Questo è quello che facciamo, tutti i giorni, con il Sistema per la Protezione del Patrimonio.  Valutiamo e analizziamo i casi e le esigenze delle persone, diamo soluzioni professionali e integrate tra loro e che abbiano un senso per te.

Chiamaci per un consulto.

Scrivi una email a questo indirizzo: marco@studiodegiorgis.it

esponendo il tuo problema nel dettaglio, sarai ricontattato per definire come potremmo aiutarti.

Marco Degiorgis

Sistema Protezione Patrimonio