Un altro imprenditore si toglie la vita.
Scopri come evitare di finire ucciso dai debiti!
Ormai sono diventati fatti di cronaca che non fanno quasi più notizia.
E invece i giornalisti dovrebbero farli notare, muovere le persone ad interessarsi a questi casi, risvegliare l’opinione pubblica su fatti così gravi come il suicidio di un imprenditore.
Perché qualcosa si può fare per evitare una fine così tragica.
E’ successo a Torino, G. S. si è suicidato proprio nell’area della sua ex azienda. Ha visto scomparire in poche settimane tutto quello che aveva realizzato in una vita di lavoro, da quando era iniziato lo sgombero ordinato dal curatore fallimentare.
E’ rimasto a guardare, senza poter fare più nulla per salvare la sua azienda. Alla fine, è salito sul tetto della palazzina dove c’erano gli uffici. E si è gettato di sotto. G. è morto ucciso dai debiti, che in meno di due anni lo hanno portato al fallimento.
Ormai le erbacce infestano il cortile di una attività che dava da vivere ad una famiglia di imprenditori e a trenta operai.
La crisi dell’azienda è iniziata quando G. ha contratto una malattia ed è stato costretto ad allontanarsi dalla sua azienda Da quel momento sono iniziati i problemi. C’è anche stato un infortunio sul lavoro, la vita familiare si è incrinata, è iniziata per lui la depressione.
Non aveva mai parlato apertamente dei suoi problemi con i suoi familiari, G. si è chiuso in se stesso, continuando a rimuginare sul suo problema.
A chi gli chiedeva cosa fosse successo, rispondeva che si era fidato delle persone sbagliate.
E’ una storia molto triste da raccontare, purtroppo non è l’unico caso. Anzi, le depressioni, che in casi estremi portano al suicidio, di imprenditori e professionisti italiani sono in aumento, anche se nessuno vuole farlo sapere.
Difficile fare una statistica precisa, ma secondo Comitas, associazione delle piccole e microimprese italiane, ci sono stati 1394 suicidi dal 2008 al 2016, collegabili alla crisi economica.
<<Una vera e propria “strage degli innocenti” – spiega Comitas – costituita in prevalenza da piccoli imprenditori e titolari di attività che hanno visto fallire la propria azienda negli anni duri della crisi economica. Delusione, stress, vergogna, senso di abbandono e mancanza di appoggio da parte delle istituzioni sono le micce che hanno dato vita a gesti estremi seguiti alla chiusura di una attività.>>

E’ ancora più triste sapere che esistono dei modi per evitare di rovinarsi e che pochissimi imprenditori li utilizzano.
Quali sono questi sistemi?
- Analizzare la situazione imprenditoriale e famigliare nei dettagli
- Stabilire i flussi di cassa e prevedere quelli futuri
- Fare una pianificazione delle risorse finanziarie, anche ricorrendo al finanziamento temporaneo
- Evitare finanziamenti a breve per far fronte a carenze strutturali (questo è l’errore più frequente e più grave, te ne parlo dopo)
- Delegare e coinvolgere i propri dipendenti o soci, l’epoca del “fasso tutto mi” è finita!
- Utilizzare le coperture assicurative quando servono, nella misura necessaria
- Farsi assistere da professionisti esterni qualificati per gli aspetti più tecnici; nessun imprenditore è in grado di fare tutto, dalla produzione al commerciale, dall’amministrazione al finanziario, dal marketing alla gestione del sito web…
L’errore più grave e purtroppo più frequente è la mancanza di una visione finanziaria strategica, come ti dicevo prima. Di solito, come imprenditore, ricorri al finanziamento solo quando ne hai bisogno, cioè quando hai l’acqua alla gola e accetteresti qualunque condizione pur di ottenere i soldi che ti servono per mandare avanti l’azienda.
Se invece facessi un pò di pianificazione a tavolino, potresti ad esempio capire quali sono i momenti nei quali la tua attività ha maggior bisogno di denaro.
Magari ad Agosto, perché diminuiscono gli ordini ma restano i conti da pagare (oltre alle tasse)? Oppure a Dicembre, perché aumentano gli ordini e i costi di produzione lievitano?
Oppure potrebbe esserci un picco di uscita di denaro legato alle fiere a cui partecipi, che richiedono forti investimenti per alberghi, stand, personale.
Queste cose le sai tu, perché l’azienda è la tua, io ti sto solo dando qualche spunto per riflettere.
Il problema è che se se non fai nessuna analisi e non pianifichi nulla, ti trovi costretto a rincorrere continuamente le emergenze, distraendoti dal tuo obiettivo principale, che dovrebbe essere quello di ottenere un utile almeno sufficiente per mantenere la tua famiglia.
Nel caso peggiore, non riesci più a pagare i tuoi debiti e fallisci. Questo ti può portare alla depressione e in casi estremi (ma neppure troppo rari) al suicidio.
Vuoi evitare tutto questo?
Qualche dritta, gratis, te l’ho data. Ora sta a te pensarci su e vedere come muoverti.
Buone riflessioni.
Marco Degiorgis
Sistema Protezione Patrimonio