Oggi parliamo della fiscalità degli etf e dei fondi comuni di investimento, che sono equiparati ormai da diversi anni, quindi funzionano dal punto di vista fiscale, nello stesso identico modo.
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Devi sapere, o magari lo sai già, che hanno un trattamento diverso rispetto a minusvalenze e plusvalenze.
Plusvalenza, significa che hai comprato il fondo o l’etf e lo hai venduto ad un valore superiore: la differenza che hai realizzato è la plusvalenza.
Una minusvalenza invece si realizza quando hai venduto il fondo o l’etf ad un valore inferiore a quello di acquisto.
Quando realizzi un valore positivo, guadagni, questa plusvalenza viene tassata immediatamente al 26%.
Viceversa quando vendi un fondo con valore inferiore, non viene viene tassata ovviamente la differenza, ma la cosa brutta è che non è possibile compensarlo direttamente con una plusvalenza.
Sarebbe la cosa che viene da pensare : ho una plusvalenza di 100 da una parte e una minusvalenza di valore 100 dall’altra parte, si compensano e non pago nulla!
E invece no! Paghi il 26% sui 100 che hai realizzato come utile, mentre gli altri 100 che hai in perdita li puoi portare in detrazione fiscale nei 4 anni successivi, però non con gli stessi prodotti.
Questo avviene perché la plusvalenza da etf o da fondi comuni di investimento viene considerata un reddito da capitale mentre la minusvalenza viene considerata un reddito diverso; per cui essendo redditi di natura differente uno dall’altro, non è possibile compensare.
Ora, non mi chiedere per quale motivo questo viene viene fatto, non ha un senso logico però è così.
La minusvalenza che tu hai realizzato in etf o fondo comune di investimento, può essere compensata con altri redditi diversi positivi quindi plusavlenze.
Quali sono gli altri redditi diversi compensabili?
Redditi diversi sono ad esempio i redditi derivanti da azioni o obbligazioni quando il valore dell’azione o della obbligazione è superiore a quello di acquisto, quindi viene venduto ad un valore superiore. In quel caso, quella parte che realizzi come guadagno, come utile, quello è considerato reddito diverso.
Non è un reddito diverso il dividendo dell’azione e non è neppure un reddito diverso la cedola dell’obbligazione, perché quelli invece sono considerati redditi da capitale.
Porti in compensazione con eventuali minusvalenze da fondi o etf soltanto il maggior valore che puoi realizzare vendendo azioni o obbligazioni.
Qualcuno ti può ti può garantire che il valore della obbligazione o il valore dell’azione salgano?
Ovviamente nessuno!
Perché tu possa effettivamente compensare in modo certo l’unica cosa che può essere utilizzabile è il certificato.
Il certificato è uno strumento derivato e non perché è un derivato bisogna demonizzarlo per forza, anzi è molto efficiente da questo punto di vista perché il certificato ti consente di compensare tutto l’utile dal certificato: quindi che sia l’aumento del valore, che sia una cedola periodica, che sia una cedola una tantum, una super cedola… qualunque cosa è considerato reddito diverso.
Che cosa distingue un certificato da azioni e obbligazioni?
Principalmente il fatto che il certificato ha dei rendimenti certi stabiliti e quindi questo ti consente di misurare precisamente quale sarà il recupero.
Mentre nessuno ti può garantire che il valore dell’obbligazione o il valore dell’azione salga e tu possa effettivamente compensare.
Questo recupero fiscale fa tanta differenza, soprattutto quando hai delle minusvalenze elevate.
Se per ipotesi hai avuto un rendimento del tuo investimento complessivo di €5000 e dall’altra parte hai da recuperare €3000 di minusvalenze, se non le recuperi in tempo, il tuo rendimento effettivo sarà di 2000€.
E’ un argomento molto importante su cui prestare molta attenzione, perché può fare la differenza.
Quali sono le cose da verificare?
Primo verificare lo zainetto fiscale, posizione fiscale presso la tua banca, il tuo broker.
Ogni banca presso cui hai un deposito titoli, tiene lo stato delle tue minusvalenze aggiornato, con le relative scadenze e gli importi da recuperare.
Secondo verificare se la tua banca compensa immediatamente i redditi da certificati oppure lo fa a scadenza.
Non tutte le banche si comportano nello stesso modo, se ti interessa sapere quali sono quelle che compensano immediatamente, puoi scrivermi nei commenti e farmi una richiesta o mandarmi una mail.
Ti manderò i due elenchi con quali banche compensano subito e quali no.
Perché è importante?
Perché se tu hai da recuperare una minusvalenza al 31/12 di quest’anno, acquisti un certificato e ti dà un bonus che ti consente di recuperare integralmente la tua minusvalenza, bisogna vedere se la tua banca lo considera compensabile quest’anno oppure no.
Se fa la compensazione immediata te lo considera immediatamente, quindi tu non avrai nessun tipo di sbilanciamento fiscale.
Se invece lo compensa soltanto a scadenza, e mettiamo che un certificato scada tra due anni, purtroppo anche se tu l’hai comprato oggi non serve recuperare le minusvalenze che scadono al 31/12.
Quindi questa è una cosa molto importante da sapere.
Terzo, la cosa più complicata, individuare quali certificati utilizzare, o quale insieme di certificati, per assolvere le tue esigenze.
Ce ne sono tantissimi, sono più di 6000 i certificati disponibili, con caratteristiche diverse perché coprono esigenze molto diverse.
Bisogna vedere quello che serve a te nello specifico caso.
Potrebbe essere un certificato che ti rilascia una super cedola immediata, potrebbe essere un certificato che te ne da una soltanto a scadenza, ci sono certificati con barriere protettive più o meno alte, ci sono certificati che consentono di sfruttare momenti positivi di borsa e non incorrere in perdite troppo elevate… cioè un po’ per tutti per tutti i gusti e le esigenze.
Quindi bisogna selezionare quello migliore nell’ottica di recuperare le minusvalenze.
Al momento i certificati sono l’unico strumento che ti consente con certezza di avere una recupero fiscale.
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